Artisti:
Giorgione, Tiziano, Michelangelo, Leonardo da Vinci, Raffaello, Caravaggio, Veronese, Tintoretto, Rubens, Rembrandt, Velasquez, Van Dyck, Vermeer, Canaletto, Tiepolo... personalità, carattere, connessioni e rapporti professionali con la
committenza ed i mecenati. L'evoluzione
dello stile di vita degli Artisti nei secoli: dalle botteghe
alle accademie d'arte, le eredità pittoriche
ed artistiche che si sono succedute nei vari passaggi generazionali dei Grandi
Maestri.
Autoritratto
- olio su tela (55 x 70 cm)
L’Artista ( cenni storici
e rapporti artistici )
Entrando nei musei e nelle pinacoteche
per ammirare gli straordinari capolavori dei grandi maestri, spesso la gente
si pone una curiosa domanda. Chi erano veramente costoro? E subito, la mente
ricorre allo stereotipo coniato dalla critica moderna e popolare dell’artista
tutto genio e sregolatezza. Nell’immaginario, una persona povera e
cenciosa che si svegliava di soprassalto la notte pervasa dal bisogno farneticante
di dipingere in un’oretta un grande capolavoro (che sarebbe stato
riconosciuto tale solo dopo la sua morte), e che combinava un altro sacco
di stranezze durante la vita di tutti i giorni. Nella storia dell’arte
sono stati veramente rari i casi di artisti con particolari vezzi, mentre
quasi sempre si è trattato invece di personaggi e geni straordinari
che vivevano spesso vite normalissime. Occorre pertanto sfatare questa convinzione
popolare. Qualche secolo fa non esistevano le scuole e le accademie d’arte,
sicchè succedeva che quando un padre sensibile trovasse con insistenza
il proprio figlio, ancora fanciullo, intento a disegnare o dipingere, lo
portasse alla bottega di un maestro affinchè questi ne testasse le
attitudini a divenire allievo. Dopo un periodo di prova, il pittore decideva
se tenere con sé il giovane o se rimandarlo alla sua famiglia. In
caso affermativo, veniva stipulato un contratto in cui si conveniva che
il maestro s’impegnava a far dell’allievo un pittore nell’arco
(solitamente) di tre, quattro o cinque anni e che nel frattempo avrebbe
provveduto anche al suo mantenimento (nel caso le distanze avessero impedito
al giovane di vivere vicino a casa). I giovani artisti iniziati precocemente
alla pittura assimilavano perciò, già da subito, tutte le
tecniche artistiche del caso: preparazione della tela, dell’imprimitura,
macinazione dei pigmenti, impasto e preparazione dei colori, disegno od
abbozzo preliminare e l’arte della pittura vera e propria. Non sono
rari i casi in cui nella storia dell’arte troviamo citati pittori
già sufficientemente maturi o casi di geni precoci fin dall’età
adolescenziale. Da qui in poi il loro percorso era strettamente personale
e dettato, oltre che da quanto assimilato dalla bottega, dal carattere e
dallo stile personale che sarebbe evoluto inevitabilmente nel tempo con
la sua maturazione. Ecco perché troviamo percorsi artistici che si
spiegano in vere e proprie eredità stilistico-pittoriche (i Bellini,
Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Peterzano, Caravaggio). Le conoscenze tecniche
e la pratica acquisita divenivano il loro prezioso bagaglio con cui avrebbero
creato un’altra bottega. L’Italia del tempo era costellata da
numerose corti i cui prìncipi con potere assoluto, celavano talvolta,
dietro lo
spirito mecenatistico,
anche personalità spietate e tiranniche. Erano costoro costantemente
alla ricerca delle migliori maestranze artistiche del momento, pronti con
sempre nuove commissioni (se non addirittura con adozioni mecenatistiche a
palazzo), ad esaudire le proprie aspirazioni artistiche. I pittori, potevano
così dedicarsi esclusivamente, anima e corpo, alla creazione di opere
atte a soddisfare la propria committenza, senza preoccuparsi al lato economico
della propria esistenza. Talvolta, la vita a corte concedeva loro dei pregi
non indifferenti, anche se i più grandi artisti preferirono perlopiù
vivere una vita indipendente, legandosi ai committenti solo per la durata
del lavoro da svolgere. Per costoro e per le altre maestranze più ricercate
non era infatti economicamente conveniente vivere a palazzo, viste le ingenti
somme che chiedevano per l’esecuzione delle loro tele e la necessità
di spostarsi per accontentare sempre nuovi e prestigiosi committenti. Si trattò
in molti casi di personaggi veramente molto ricchi trattati alla stregua di
prìncipi con veri e propri titoli e tutti gli onori del caso. Anche
la credenza popolare che vuole gli artisti poverissimi e senza fama almeno
fino alla morte è così da sfatare. Tale convinzione, è
stata creata dai tempi moderni, in cui i nuovi fruitori dell’arte non
si rivolgono più direttamente agli artisti ma ad intermediari che regolano
con la pubblicità, i media ed il business i nuovi criteri e gli orientamenti
del mercato seguendo leggi non più dettate dai gusti culturali, emotivi
e popolari. Interrotto il rapporto tra artisti e mecenati (o committenti),
l’arte con le straordinarie esecuzioni virtuosistiche di un tempo, che
tante emozioni ed interesse continua ancora a suscitare, pùo rivivere
solo nelle tele di rari maestri che avranno il coraggio di affrontare percorsi
solitari al di fuori degli schemi proposti dal mercato.
Creazione
e realizzazione di Franco Polo.
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